Siamo felici di pubblicare un articolo di Carlo Battistini, Partner Marco Polo Advisor.
Già Capo della Segreteria del Vice Ministero dell’Economia e delle Finanze (dal 2006 al 2008), con esperienza finanziaria e direzionale maturata presso importanti organizzazioni, intermediari finanziari e istituzioni, ora anche Presidente della Camera di commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, Carlo è a tutti gli effetti l’osservatorio per Marco Polo Advisor della situazione economico-finanziaria del nostro Paese e di certo una lente privilegiata da cui osservare i prossimi eventi.
In questo articolo ci si rivolge alle imprese cercando di capire cosa possono aspettarsi all’inizio del 2024 e qual è la situazione finanziaria in cui si trovano ad agire.
Buona lettura.
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Cosa le imprese possono aspettarsi all’inizio del 2024 e qual è la situazione finanziaria in cui si trovano ad agire?
7 dicembre 2023
L'inflazione nei paesi avanzati è in calo, ma ancora a livelli superiori agli obiettivi delle banche centrali, tuttora orientate su politiche monetarie restrittive.
I mercati finanziari appaiono volatili, pur con un andamento delle borse molto performante, contemporaneamente investitori e risparmiatori hanno aumentato la preferenza per gli investimenti in titoli governativi e in obbligazioni con merito di credito elevato, riducendo le disponibilità liquide.
In Italia i rischi per la stabilità finanziaria appaiono limitati in virtù del miglioramento delle condizioni del sistema bancario e del basso livello di indebitamento del settore privato, sia imprese che famiglie; il contesto macroeconomico resta comunque incerto, pur in terreno positivo, e con prospettive di bassa crescita. Inoltre sul lato della finanza pubblica i titoli di Stato non hanno risentito della riduzione della quantità di titoli detenuti dal sistema BCE-Banca d’Italia, più che compensata dall'aumento degli acquisti da parte delle famiglie. Il Governo ha inoltre dimostrato attenzione all’equilibrio di bilancio con la manovra 2024 attualmente in approvazione in Parlamento.
Il rallentamento economico e l'incremento dei costi di finanziamento incidono sulla situazione finanziaria delle imprese, la cui rischiosità si mantiene comunque nel complesso limitata. Il credito si è ridotto in modo significativo per effetto del maggiore onere, delle minori esigenze per un più ampio ricorso all’autofinanziamento, dei rimborsi dei prestiti assistiti da garanzia pubblica contratti durante la pandemia. L'indebitamento privato in rapporto al PIL ha continuato a flettere, rimanendo ben al di sotto della media dell'area dell'euro e la capacità di servizio del debito si conferma buona.
Nel sistema bancario la redditività è fortemente aumentata, il margine di interesse continua ad essere positivo, i coefficienti patrimoniali sono migliorati. Gli stress test condotti sulle banche dalla Banca d'Italia e dalla BCE hanno mostrato che il sistema nel complesso è in grado di sostenere l'impatto di scenari macroeconomici avversi.
Resta il tema del rallentamento dell’economia, in particolare quella europea, con le ricadute per le imprese italiane in termini di volumi di export e di ordinativi.
La risposta non sta nella riduzione degli investimenti: al contrario, in una fase simile le imprese più avvedute possono concentrarsi sulle strategie per rafforzare la propria posizione sui mercati dopo un triennio di crescita impetuosa negli esercizi 2021-2023. Si tratta di programmare gli investimenti in innovazione (tecnologie digitali, big data, AI, sostenibilità) che migliorano la produttività e quindi di consolidare la marginalità acquisita per l’effetto monetario tra la fine del 2022 e il 2023. Con tali obiettivi la finanza per l’impresa è oggi ancora disponibile con tutti i suoi strumenti; lo stesso costo dei finanziamenti bancari dopo anni di tassi a zero o addirittura negativi (a settembre il tasso medio dei prestiti era del 5,1%), non si colloca attualmente a livelli insostenibili. Allo stesso modo risultano favorevoli le condizioni del mercato dei capitali per fenomeni di aggregazione tra imprese con la finalità di accrescere l’offerta, di migliorare la presenza sul mercato di riferimento, di accedere ai mercati meno vicini e in fase di sviluppo.
Carlo Battistini
Già Capo della Segreteria del Vice Ministero dell’Economia e delle Finanze (dal 2006 al 2008), con esperienza finanziaria e direzionale maturata presso importanti organizzazioni, intermediari finanziari e istituzioni, ora anche Presidente della Camera di commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, Carlo è a tutti gli effetti l’osservatorio per Marco Polo Advisor della situazione economico-finanziaria del nostro Paese e di certo una lente privilegiata da cui osservare i prossimi eventi.
In questo articolo ci si rivolge alle imprese cercando di capire cosa possono aspettarsi all’inizio del 2024 e qual è la situazione finanziaria in cui si trovano ad agire.
Buona lettura.
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Cosa le imprese possono aspettarsi all’inizio del 2024 e qual è la situazione finanziaria in cui si trovano ad agire?
7 dicembre 2023
L'inflazione nei paesi avanzati è in calo, ma ancora a livelli superiori agli obiettivi delle banche centrali, tuttora orientate su politiche monetarie restrittive.
I mercati finanziari appaiono volatili, pur con un andamento delle borse molto performante, contemporaneamente investitori e risparmiatori hanno aumentato la preferenza per gli investimenti in titoli governativi e in obbligazioni con merito di credito elevato, riducendo le disponibilità liquide.
In Italia i rischi per la stabilità finanziaria appaiono limitati in virtù del miglioramento delle condizioni del sistema bancario e del basso livello di indebitamento del settore privato, sia imprese che famiglie; il contesto macroeconomico resta comunque incerto, pur in terreno positivo, e con prospettive di bassa crescita. Inoltre sul lato della finanza pubblica i titoli di Stato non hanno risentito della riduzione della quantità di titoli detenuti dal sistema BCE-Banca d’Italia, più che compensata dall'aumento degli acquisti da parte delle famiglie. Il Governo ha inoltre dimostrato attenzione all’equilibrio di bilancio con la manovra 2024 attualmente in approvazione in Parlamento.
Il rallentamento economico e l'incremento dei costi di finanziamento incidono sulla situazione finanziaria delle imprese, la cui rischiosità si mantiene comunque nel complesso limitata. Il credito si è ridotto in modo significativo per effetto del maggiore onere, delle minori esigenze per un più ampio ricorso all’autofinanziamento, dei rimborsi dei prestiti assistiti da garanzia pubblica contratti durante la pandemia. L'indebitamento privato in rapporto al PIL ha continuato a flettere, rimanendo ben al di sotto della media dell'area dell'euro e la capacità di servizio del debito si conferma buona.
Nel sistema bancario la redditività è fortemente aumentata, il margine di interesse continua ad essere positivo, i coefficienti patrimoniali sono migliorati. Gli stress test condotti sulle banche dalla Banca d'Italia e dalla BCE hanno mostrato che il sistema nel complesso è in grado di sostenere l'impatto di scenari macroeconomici avversi.
Resta il tema del rallentamento dell’economia, in particolare quella europea, con le ricadute per le imprese italiane in termini di volumi di export e di ordinativi.
La risposta non sta nella riduzione degli investimenti: al contrario, in una fase simile le imprese più avvedute possono concentrarsi sulle strategie per rafforzare la propria posizione sui mercati dopo un triennio di crescita impetuosa negli esercizi 2021-2023. Si tratta di programmare gli investimenti in innovazione (tecnologie digitali, big data, AI, sostenibilità) che migliorano la produttività e quindi di consolidare la marginalità acquisita per l’effetto monetario tra la fine del 2022 e il 2023. Con tali obiettivi la finanza per l’impresa è oggi ancora disponibile con tutti i suoi strumenti; lo stesso costo dei finanziamenti bancari dopo anni di tassi a zero o addirittura negativi (a settembre il tasso medio dei prestiti era del 5,1%), non si colloca attualmente a livelli insostenibili. Allo stesso modo risultano favorevoli le condizioni del mercato dei capitali per fenomeni di aggregazione tra imprese con la finalità di accrescere l’offerta, di migliorare la presenza sul mercato di riferimento, di accedere ai mercati meno vicini e in fase di sviluppo.
Carlo Battistini
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