A Palazzo Magnani un confronto su crescita dimensionale, apertura del capitale e futuro delle imprese familiari
Marco Polo Advisor, nella giornata di mercoledì 17 giugno, ha avuto il piacere di partecipare in qualità di relatore al convegno “Crescita dimensionale e operazioni di finanza straordinaria”, organizzato da UniCredit presso la sede Private Banking di Palazzo Magnani, in via Zamboni, nella splendida cornice del centro storico bolognese.
L’incontro è stato un’occasione di confronto tra professionisti, imprenditori e operatori del mercato finanziario – Cosimo Lio, Head of Private Banking Centro Nord di Unicredit, ha moderato una prima tavola rotonda tra Andrea Bonavita di Blackrock e Marco Valli di Unicredit, mentre Edmondo Tudini, Head of Business Advisory di Unicredit, ha moderato un secondo confronto tra Mario Fuzzi di Iux Team, Denis Luci di People Design, Daniele Siligardi di Unicredit e il “nostro” Filippo Rozzanigo – sui percorsi di crescita delle imprese italiane, con particolare attenzione al ruolo della finanza straordinaria nei processi aziendali di crescita per linee esterne.
Nel corso dei lavori è emerso come il contesto attuale sia caratterizzato da una forte discontinuità: da un lato, le tensioni geopolitiche continuano a generare incertezza; dall’altro, i mercati sembrano guardare con crescente attenzione ai grandi trend strutturali di lungo periodo - a partire dall’intelligenza artificiale - il cui impatto potenziale appare destinato a svilupparsi lungo un orizzonte pluriennale.
In questo scenario, il tema della crescita dimensionale assume un rilievo centrale per molte aziende familiari. L’aumento della volatilità, la trasformazione di intere filiere industriali e la necessità di sostenere investimenti sempre più rilevanti rendono spesso complesso, per l’imprenditore privato, mantenere la competitività dell’azienda facendo leva esclusivamente su risorse interne. A ciò si aggiunge il tema del ricambio generazionale, che in molti casi rappresenta uno dei principali driver alla base di operazioni di apertura del capitale o di aggregazione.
Filippo Rozzanigo, AD di Marco Polo Advisor, nel suo intervento ha approfondito le ragioni alla base del crescente passaggio di capitali tra imprese familiari e investitori finanziari: se da un lato, infatti, i fondi dispongono oggi di capitali significativi da allocare, dall’altro, per molte imprese, diventa prioritario accelerare percorsi di crescita e/o rafforzare la struttura manageriale per potersi distinguere in mercati sempre più competitivi e globalizzati.
È cambiato, inoltre, anche l’ecosistema degli investitori: se fino a pochi anni fa il riferimento principale era rappresentato dal fondo di private equity tradizionale, con un orizzonte di investimento definito e una logica di exit a medio termine, oggi il mercato si è notevolmente ampliato; accanto ai fondi operano holding di permanent capital, family office, investitori specializzati in minoranze, club deal, search fund e piattaforme ibride capaci di adattarsi a esigenze diverse per governance, orizzonte temporale e livello di coinvolgimento.
Questa evoluzione apre nuove opportunità, ma richiede alle imprese un livello crescente di preparazione: presentarsi al mercato in modo efficace significa disporre di bilanci chiari e leggibili, una storia economico-finanziaria solida, una struttura societaria ordinata e l’assenza di criticità legali o operative rilevanti; guardando al futuro, diventa inoltre fondamentale poter raccontare un piano industriale credibile, sostenuto da risorse adeguate e da una visione chiara della propria traiettoria di sviluppo.
Dal confronto è emerso, una volta di più, come la finanza straordinaria possa rappresentare per le imprese familiari non solo un momento di discontinuità proprietaria, ma anche una leva per accelerare crescita, managerializzazione e rafforzamento competitivo.
In un mercato sempre più articolato, il ruolo dell’advisor è quello di aiutare imprenditori e famiglie a interpretare correttamente le alternative disponibili, individuare il partner più coerente con gli obiettivi industriali e patrimoniali dell’impresa e costruire operazioni capaci di generare valore nel lungo periodo.